La società di consulenza Georgeson, presente in molti paesi, ha pubblicato il suo rapporto intitolato «2024 European AGM Season Review» che offre un’analisi completa delle tendenze osservate durante le assemblee generali delle società quotate negli 8 mercati chiave d’Europa (Regno Unito, Germania, Francia, Italia, Svizzera, Paesi Bassi, Spagna e Belgio).

Il rapporto Georgeson rileva che le assemblee generali 2024 si sono concentrate in particolare sulle problematiche legate alla governance d’impresa: la politica di remunerazione e le retribuzioni dei dirigenti, l’elezione dei dirigenti e l’emissione di azioni.

In tutti i mercati esaminati, tali progetti di risoluzione hanno fatto registrare una diminuzione del tasso di contestazione da parte degli azionisti. Le risoluzioni più contestate sono tuttavia quelle sulla politica retributiva e la remunerazione dei dirigenti. In media, il tasso di opposizione è stato del 25,7% nel 2024, rispetto al 31,7% nel 2023.

Questo risultato evidenzia i progressi pedagogici compiuti dalle imprese europee per migliorare il dialogo con gli azionisti e, più in generale, con gli investitori istituzionali, per consentire a questi ultimi di comprendere le modalità di determinazione e attuazione della politica retributiva, di chiarire le diverse componenti della remunerazione (fissa e variabile) nonché i diversi criteri di performance utilizzati.

La Svizzera e il Regno Unito – secondo il rapporto Georgeson – si confermano i paesi europei dove le risoluzioni relative alle retribuzioni dei dirigenti hanno catalizzato rispettivamente il più alto (57,9%) e il più basso (7,0%) tasso di opposizione.

Da quattro anni, il movimento chiamato «Say on climate» esige che le società quotate prendano in considerazione, in modo efficace, l’impatto della loro attività sul cambiamento climatico. Di conseguenza, un numero crescente di investitori in Europa ha sollecitato su queste tematiche il voto consultivo delle assemblee generali delle società nelle quali investono.

Tuttavia, il rapporto Georgeson rileva – per il secondo anno consecutivo – una diminuzione del numero di risoluzioni Say on climate in tutti gli 8 mercati europei esaminati. La prova è che sono state presentate 22 risoluzioni climatiche nel 2024, contro 24 nel 2023 e 36 nel 2022.

Questa tendenza è in parte dovuta al fatto che alcune società non sottopongono ogni anno le risoluzioni Say on climate al voto consultivo degli azionisti. Allo stato attuale non esiste alcuna disposizione vincolante che imponga alle società una tale pratica di governance, il che la rende un’iniziativa volontaria che dipende dalla buona volontà di ogni società.

Le 21 risoluzioni Say on climate proposte nelle assemblee generali del 2024 sono state approvate in media con una percentuale superiore a 90%. La Francia e il Regno Unito, con rispettivamente 6 e 7 risoluzioni Say on climate, si posizionano ampiamente in testa in materia di transizione sostenibile.

Stagione 2024 delle assemblee generali in Francia e in Italia

Anche gli azionisti delle società francesi CAC 40 e italiane FTSE MIB hanno seguito le tendenze osservate negli altri paesi europei esaminati.

Francia: assemblee generali 2024

Il rapporto Georgeson ha esaminato le assemblee generali di 35 società del CAC40 con sede in Francia. Sono escluse dall’analisi le società: Airbus Group, ArcelorMittal, Eurofins Scientific, Stellantis e TMicroelectronics, perché la sede legale di queste ultime è situata all’estero e non in Francia.

Il tasso di partecipazione degli azionisti è stato eccezionalmente elevato durante le assemblee generali del 2024, facendo registrare un tasso record che in media è stato pari al 75,7%, e alcuni emittenti hanno registrato un tasso di partecipazione ancora più elevato.

Più impegnati che mai, gli azionisti, hanno fatto sentire la loro voce, il che dimostra il loro impegno e la volontà di influenzare, attraverso l’esercizio del voto, la strategia delle imprese. Il risultato più evidente di questa mobilitazione degli azionisti è che l’unanimità non è più sistematica.

Il rapporto Georgeson constata che la tendenza già osservata da alcuni anni è stata confermata anche nel corso delle assemblee generali del 2024, vale a dire che un numero importante di risoluzioni è stato adottato con un punteggio inferiore al 90%.

Il tema che cristallizza l’opposizione degli azionisti è quello della remunerazione dei dirigenti. Tuttavia, in media, il livello di sostegno alle votazioni sui rapporti retributivi ex post dei CEO è aumentato (in media del 90,8% nel 2024) rispetto al 2023 (in media dell’88,7%). Anche il livello di sostegno alle politiche retributive ex ante dei CEO è aumentato (in media l’89,7% nel 2024 rispetto all’87,4% nel 2023).

Oltre alla questione delle retribuzioni, l’elezione dei dirigenti e la lotta contro il cambiamento climatico hanno suscitato l’interesse degli azionisti.

Elezione dei dirigenti: l’atmosfera era un po’ tesa in occasione di alcune assemblee generali in cui gli azionisti hanno contestato le risoluzioni relative al rinnovo del mandato di 19 dirigenti. Le risoluzioni che hanno incontrato la maggiore opposizione da parte degli azionisti sono state quelle presentate da cinque società del CAC 40, che hanno ottenuto un punteggio inferiore al 90%. Si tratta in particolare di:

  • TotalEnergies : Patrick Pouyanne -75,7 %
  • Edenred: Dominique D’Hinnin – 77,2 %
  • Publicis Groupe : Arthur Sadoun – 77.6%
  • EssilorLuxottica: Francesco Milleri – 83.0%
  • Carrefour : Marie-Christine Coisne-Roquette – 83.9%

Il rapporto Georgeson precisa che il parere espresso dalle agenzie di voto su questo argomento non era unanime. ISS ha raccomandato di votare contro il rinnovo del mandato di Patrick Pouyanne, Arthur Sadoun e Francesco Milleri, mentre Glass Lewis ha raccomandato di votare a favore dei cinque dirigenti sopra citati.

Say on pay: solo sei società del CAC 40 – come già accennato prima – hanno sottoposto al voto consultivo dell’assemblea generale le risoluzioni sulla strategia climatica (Say on pay). Nonostante ciò, la Francia continua a primeggiare in materia di transizione energetica.

Italia: assemblee generali 2024

Il rapporto Georgeson ha analizzato le assemblee generali di 34 società italiane quotate sull’indice FTSE Mib della Borsa di Milano. Sono escluse dall’analisi le società Campari, Ferrari, Iveco Group, Stellantis, STMicroelectronics e Tenaris, trattandosi di società con sede legale fuori dall’Italia.

Il tasso di partecipazione degli azionisti alle assemblee generali del 2024 è stato pari al 71,8%, identico a quello del 2023. In linea con la tendenza osservata negli altri mercati esaminati, il numero totale di risoluzioni contestate dagli azionisti è sceso a 52 nel 2024 (18,1% del totale), rispetto alle 57 risoluzioni contestate (22,2% del totale) nel 2023.

Le risoluzioni sulle politiche di remunerazione sono state quelle più contestate (43,8%) dagli azionisti. Delle 34 risoluzioni proposte, 14 hanno ottenuto una percentuale inferiore al 90% e tra queste, 2 risoluzioni hanno ottenuto una percentuale ancora più bassa. Si tratta, più precisamente, delle risoluzioni proposte da:

  • Telecom Italia: 42.0%
  • Mediobanca:8%

Parimenti, le risoluzioni sulla convalida delle retribuzioni dei dirigenti. Tra le 13 risoluzioni votate (38,2%) con una percentuale inferiore a 90%, quelle presentate da Telecom Italia e Mediobanca hanno ottenuto rispettivamente una percentuale più bassa del 42,4% e del 57,6%.

Il rapporto Georgeson rileva inoltre che nel 2024, 9 società del FTSE Mib hanno proceduto al rinnovo dei membri degli organi di governance. In conformità alle disposizioni previste dal Regolamento degli emittenti della Consob e dallo statuto, le suddette società hanno utilizzato il meccanismo del voto di lista per eleggere i membri degli organi di governance.

Un altro punto su cui il rapporto Georgeson si sofferma riguarda il fatto – che durante la stagione 2024 delle assemblee generali – nessuna società del FTSE Mib ha sottoposto al voto consultivo dei suoi azionisti le risoluzioni climatiche «Say on climate»

gp@giovannellapolidoro.com