L’interesse per i fattori ESG si è intensificato negli ultimi anni, sotto la spinta combinata della regolamentazione europea e di un’evoluzione socio-economica caratterizzata da una crescente sensibilizzazione degli investitori e del pubblico.
Accountancy Europe, Chapter Zero Brussels, ECIIA ed ecoDa hanno co-pubblicato, nel giugno 2024, un documento intitolato: “ESG Governance: Six Ways for Boards to Lead the Sustainability Transition”, che propone una tabella di marcia destinata ai consigli di amministrazione per guidarli nel processo di transizione verso imprese più sostenibili.
Questo documento si basa su interviste con membri di consigli di amministrazione ed esperti in sostenibilità, per trarre insegnamenti dalla loro esperienza. Ispirandosi a queste conversazioni, il documento condivide storie di successo, sfide e lezioni apprese, con l’obiettivo di ispirare i membri di altri consigli di amministrazione nel loro percorso verso l’implementazione della transizione alla sostenibilità all’interno delle rispettive aziende.
Il documento identifica quindi sei modi per integrare la sostenibilità nella strategia aziendale, evidenziando al contempo le sfide e le opportunità che ne derivano.
Affermare una leadership forte in materia di sostenibilità
La governance e la gestione della sostenibilità si radicano nella raison d’être dell’azienda, o purpose. Definita dal consiglio di amministrazione e dalla direzione generale, questa raison d’être guida l’integrazione delle questioni ambientali, sociali e di governance (ESG) nella strategia e nelle operazioni dell’organizzazione. Essa funge da prisma, orientando le priorità, le strutture organizzative e i processi per allineare l’azienda a obiettivi sostenibili.
Per riuscire nella transizione verso una sostenibilità autentica, è essenziale una leadership forte e visionaria. Questa leadership si manifesta attraverso:
- Una visione strategica chiara: i dirigenti devono ridefinire la strategia aziendale, la visione a lungo termine e le pratiche di gestione dei rischi per integrare pienamente la sostenibilità.
- Un impegno esemplare: il CEO e il team dirigenziale svolgono un ruolo chiave incarnando i valori della sostenibilità, ispirando così un cambiamento di cultura e mentalità all’interno dell’organizzazione.
- Una sensibilizzazione continua: i leader devono promuovere una consapevolezza collettiva delle questioni ESG, mobilitando i team a tutti i livelli.
I consigli di amministrazione devono quindi impegnarsi e promuovere iniziative concrete per:
Far evolvere le mentalità
Trasformare le mentalità all’interno dei consigli di amministrazione rappresenta una leva essenziale per ancorare la sostenibilità al cuore della strategia aziendale. È cruciale sensibilizzare i membri del consiglio sulle questioni ambientali, sociali e di governance (ESG), affinché comprendano appieno gli impatti, i rischi e le opportunità legati al cambiamento climatico, alle sfide sociali e alle esigenze di governance.
Questa presa di consapevolezza deve includere anche una chiara comprensione delle conseguenze finanziarie, reputazionali e commerciali derivanti dall’inazione rispetto agli imperativi di sostenibilità, stimolando così un approccio proattivo e integrato a queste tematiche.
Rafforzare le competenze ESG
Per ottimizzare la loro efficacia di fronte alle questioni ambientali, sociali e di governance (ESG), i consigli di amministrazione devono intraprendere una trasformazione profonda diversificando la loro composizione e rafforzando le loro competenze.
Ciò implica l’integrazione di profili vari, altamente qualificati e pienamente impegnati, capaci di affrontare le complessità delle sfide legate alla sostenibilità. A tal fine, possono implementare programmi di formazione continua focalizzati sulle problematiche ESG, collaborare con esperti interni come i direttori della sostenibilità, o ricorrere a consulenti esterni, scienziati specializzati o accademici esperti in sostenibilità.
Inoltre, un’analisi approfondita delle migliori pratiche adottate da aziende concorrenti o leader nel settore può arricchire il loro approccio, favorendo l’innovazione e l’anticipazione delle tendenze ESG.
Stabilire un piano strategico strutturato
La sostenibilità rappresenta un vantaggio strategico fondamentale e deve essere affrontata come un progetto di transizione, o addirittura come un piano strutturato di implementazione, con obiettivi precisi, scadenze definite e indicatori chiave di performance (KPI). In collaborazione con il team dirigenziale, il consiglio di amministrazione deve definire le principali linee strategiche in materia di sostenibilità e adottare misure concrete per:
- Incorporare i criteri ESG in tutte le attività dell’azienda.
- Stabilire obiettivi chiari, calendari e meccanismi di monitoraggio.
- Identificare e risolvere eventuali ostacoli o tensioni.
Questo quadro metodico garantisce un’integrazione coerente ed efficace della sostenibilità a tutti i livelli dell’organizzazione.
Eliminare le barriere organizzative
La transizione verso la sostenibilità è un progetto trasversale che mobilita tutte le componenti dell’organizzazione. Tuttavia, molte aziende rimangono strutturate in silos organizzativi. La grande sfida consiste nell’infondere una mentalità orientata alla sostenibilità in ogni dipartimento e team. Per questo motivo, è cruciale iniziare dalla cima dell’azienda.
Adottare un approccio olistico
Per ottimizzare il proprio ruolo di supervisione dei criteri ESG, il consiglio di amministrazione deve valutare la propria organizzazione e il proprio funzionamento per adottare l’approccio più adatto alle proprie esigenze. Può quindi scegliere di:
- Istituire un comitato dedicato alla sostenibilità.
- Nominare un amministratore con competenze specifiche in materia.
- Integrare i criteri ESG nelle strutture di governance esistenti.
Questa strategia garantisce che la sostenibilità sia una responsabilità collettiva condivisa da tutti i membri del consiglio, che deve regolarmente esaminare, sulla base delle informazioni fornite dalla direzione, i progressi compiuti nell’integrazione dei criteri ESG.
Valutare la pertinenza di un comitato dedicato alla sostenibilità
La creazione di un comitato specializzato in sostenibilità può sembrare allettante, ma questa opzione deve essere esaminata con attenzione a causa dei rischi che comporta. Un tale comitato potrebbe diluire la responsabilità collettiva del consiglio di amministrazione, concentrando le competenze ESG in un gruppo ristretto, potenzialmente scollegato dalle realtà operative e organizzative dell’azienda.
Per garantire un impegno autentico ed efficace verso la sostenibilità, è preferibile che tutti i membri del consiglio si coinvolgano attivamente, integrando sistematicamente i criteri ESG in tutte le decisioni strategiche e operative dell’azienda. Ciò favorisce un approccio globale e coerente, radicato nella governance.
Tuttavia, in alcuni contesti specifici, l’istituzione di un comitato dedicato può rivelarsi appropriata, a condizione che svolga un ruolo di coordinamento e collabori strettamente con gli altri comitati (audit, gestione dei rischi, remunerazione, ecc.). Il presidente del consiglio deve quindi garantire una comunicazione fluida e una sinergia tra le diverse istanze, affinché il comitato rafforzi, senza frammentare, l’impegno complessivo del consiglio in materia di sostenibilità.
Designare un Chief Sustainability Officer (CSO)
Per garantire un’integrazione efficace dei criteri ESG nella strategia e nel modello economico dell’azienda, tali criteri devono essere chiaramente definiti e comunicati ai dirigenti, agli amministratori e ai collaboratori.
A tal fine, alcune aziende scelgono di nominare un Chief Sustainability Officer (CSO) per accelerare la loro transizione verso la sostenibilità. Il CSO ricopre una posizione strategica: ha il compito di proporre iniziative innovative, collaborare strettamente con il team dirigenziale e influenzare le diverse branche dell’azienda per promuovere un approccio sostenibile coerente ed efficace.
Mobilitare i dirigenti e i quadri superiori
I team dirigenziali svolgono un ruolo cruciale nell’implementazione delle strategie ESG approvate dal consiglio. Il loro impegno, in particolare quello del CEO e del direttore finanziario (CFO), è essenziale per tradurre le ambizioni in azioni concrete.
Implicare il CEO
Il CEO gioca un ruolo chiave nel definire gli obiettivi ESG, nel promuovere una cultura aziendale orientata alla sostenibilità e nel mobilitare le risorse necessarie per finanziare la transizione ecologica. Da parte sua, il consiglio di amministrazione deve impegnarsi pienamente. Ha il compito di sostenere il CEO, accompagnarlo nelle sue iniziative e garantire che le sue azioni siano allineate alle priorità strategiche dell’azienda in materia di sostenibilità.
Questo lavoro, complesso, può incontrare divergenze di obiettivi o sensibilità, richiedendo un coordinamento stretto e un dialogo costruttivo.
Ridefinire il ruolo del Chief Financial Officer (CFO)
Con l’aumento dei rapporti di sostenibilità, il CFO diventa un attore chiave. Tuttavia, molti non sono formati per gestire queste nuove responsabilità. I consigli devono investire nella loro formazione per consentire loro di considerare la sostenibilità come un motore di trasformazione, e non come un semplice esercizio di conformità.
Una stretta collaborazione tra il team dirigenziale e il CFO è essenziale per integrare i dati ESG nei processi di controllo e audit.
Considerare le parti interessate come partner strategici
Il dialogo con le parti interessate è un elemento chiave per allineare le politiche di sostenibilità alle aspettative degli attori esterni e interni. Le aziende che considerano la sostenibilità come un asset strategico e competitivo adottano un approccio proattivo, organizzando laboratori e gruppi di discussione per co-creare soluzioni innovative con le parti interessate, siano esse dipendenti, clienti, fornitori o comunità locali. Questo approccio rafforza la legittimità delle decisioni del consiglio e arricchisce la riflessione strategica.
Approccio aperto verso le parti interessate
È essenziale privilegiare un approccio aperto e collaborativo con tutte le parti interessate dell’azienda, incluse quelle percepite come “antagoniste”. Il loro contributo può offrire prospettive innovative e risultare particolarmente prezioso durante la valutazione della doppia materialità.
Questo approccio consente di definire le priorità, stimare i costi e i benefici di ogni relazione e plasmare una visione strategica a lungo termine.
Fare della valutazione della doppia materialità un leva strategica
La valutazione della doppia materialità, che analizza sia l’impatto dell’azienda sull’ambiente e sulla società, sia l’influenza di questi fattori sulle sue attività, rappresenta uno strumento strategico potente per orientare le decisioni aziendali.
Padroneggiare il modello di business
Una valutazione efficace si basa su una comprensione dettagliata del modello di business e delle catene del valore dell’azienda. I consigli di amministrazione devono collaborare strettamente con i team dirigenziali per identificare i rischi fisici e di transizione, utilizzando strumenti come i prezzi del carbonio o le analisi degli assicuratori.
Mobilitare gli attori chiave
Invece di delegare questo compito a consulenti esterni, i consigli devono coinvolgere attivamente la direzione, gli auditor interni ed esterni e le parti interessate. Un dialogo costruttivo tra i quadri superiori può portare a una valutazione della materialità che trasforma strategicamente la catena di approvvigionamento, conferendo all’azienda un vantaggio competitivo significativo.
Cogliere le opportunità strategiche
Lungi dal limitarsi alla conformità, la valutazione della doppia materialità consente di identificare opportunità strategiche e gestire i rischi ESG. Offre all’azienda la possibilità di ripensare il proprio modello di business, posizionarsi su nuovi mercati e sviluppare prodotti o servizi innovativi.
Anticipare le sfide e i compromessi
Integrare la sostenibilità comporta scelte difficili, in particolare in termini di orizzonte temporale, budget e allineamento degli obiettivi finanziari e ESG.
Gestire gli orizzonti temporali
I consigli devono superare la tentazione di privilegiare i guadagni a breve termine a scapito degli obiettivi a lungo termine. La sostenibilità – come già detto – deve essere sistematicamente integrata nella strategia aziendale; i consigli devono essere in grado di trovare un compromesso tra lungo e breve termine, privilegiando in ogni caso la sostenibilità dell’azienda. Ciò richiede una visione chiara della resilienza dell’azienda di fronte alle sfide climatiche e sociali.
Allocare le risorse
La trasformazione sostenibile richiede investimenti significativi, spesso in concorrenza con esigenze finanziarie immediate. Una valutazione della materialità quantificabile può aiutare a prioritizzare gli investimenti in base all’urgenza e all’impatto, consentendo decisioni informate su disinvestimenti o fusioni-acquisizioni.
Conclusione
La governance ESG non è un semplice esercizio di conformità, ma un’opportunità per ripensare la strategia e la cultura aziendale. I sei leve menzionati richiedono un cambiamento profondo di mentalità, lo sviluppo di nuove competenze e una stretta collaborazione tra il consiglio, la direzione e le parti interessate.
Con l’avvicinarsi della scadenza normativa del 2027, che renderà obbligatori i rapporti di sostenibilità, le aziende che adottano queste pratiche sin da ora si posizioneranno come leader etici e competitivi. Integrando la sostenibilità al cuore della loro strategia, rafforzeranno la loro resilienza di fronte alle sfide climatiche e sociali, creando al contempo valore sostenibile per le loro parti interessate e la società nel suo insieme.
gp@giovannellapolidoro.com
