Per accelerare la transizione sostenibile e tenere conto delle problematiche ambientali, sociali e di governance, Euronext – società che gestisce diversi mercati europei – ha sviluppato degli indici di riferimento ESG, che sono stati lanciati, per la prima volta, sulle borse di Parigi e Milano, rispettivamente a marzo e ottobre 2021.
Francia – CAC 40 ESG: lanciato da Euronext nel marzo 2021, questo indice di borsa seleziona le 40 imprese, tra le 60 presenti nel CAC 40 e nel CAC Next 20, che presentano le migliori pratiche in materia di criteri ambientali, sociali e di governance (ESG). Il CAC40 ESG è piuttosto selettivo perché 9 società del listino classico del CAC 40 non integrano l’indice ESG, è il caso di: ArcelorMittal, Bouygues, Dassault Systèmes, EssilorLuxottica, Eurofins Scientific, Stellantis, Thales, TotalEnergies e Vivendi SE.
Sono invece incluse nell’indice CAC40 ESG, 9 società del CAC Large 60 (CAC 40 e CAC Next 20), quali: Accor Hotels, Arkema, Atos, Bureau Veritas, EDF, Klepierre, Sodexo, Solvay e Valeo.
Italia – MIB ESG: lanciato a distanza di qualche mese dopo ad ottobre 2021, questo indice include le 40 società, tra le 60 società quotate sull’indice FTSE MIB, che privilegiano un approccio di governance e d’investimento basato su criteri ESG. Tutte le principali società italiane quotate nell’indice FTSE MIB sono incluse nell’indice ESG MIB, quali: ENI, Banca Generali, Mediaset, Stellantis, Telecom, Unicredit, Intesa, Hera…
Invece, 12 società quotate nell’indice FTSE MIB sono state escluse dall’indice ESG MIB. Si tratta, più precisamente di: Azimut Holding, Banca Monte dei Paschi Siena, Bca Pop Sondrio, Brunello Cucinelli, Campari, Diasorin, Ferrari, Interpump Group, Inwit e Iveco Group.
Metodologia di selezione delle imprese sostenibili
Euronext ha collaborato con l’agenzia di rating Vigeo Eiris (VE), una controllata di Moody’s ESG Solutions, per valutare le performance ESG. Euronext e Vigeo Eiris hanno preso in considerazione diversi indicatori per determinare i valori che integrano il CAC 40 ESG e il MIB ESG.
La metodologia dell’indice ESG combina i tradizionali «fattori di mercato» con le performances ESG dell’emittente, in modo che le componenti siano selezionate e ponderate sulla base della capitalizzazione di mercato libera e delle performances ESG valutate da Vigeo Eiris.
Questa metodologia si basa anche su meccanismi di esclusione – in linea con i principi del Global Compact delle Nazioni Unite (Global Compact), gli orientamenti per le imprese multinazionali (OCSE) e le Convenzioni dell’OIL – per vietare qualsiasi investimento in società che non rispettano gli standard internazionali relativi ai criteri ESG e ai principi etici e morali.
Il comitato scientifico degli indici di Euronext è incaricato di aggiornare trimestralmente la composizione dell’indice ESG.
Conclusione
Il CAC 40 ESG e il MIB ESG rappresentano un importante passo avanti nel panorama degli investimenti responsabili in Francia e in Italia. Integrando i criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) in un indice, il CAC 40 ESG e il MIB ESG mirano a incoraggiare le imprese ad adottare pratiche più sostenibili, responsabili ed etiche.
L’implementazione degli indici ESG è ancora in fase di rodaggio. Per essere un vero motore di cambiamento, gli indici ESG dovrebbero privilegiare settori chiave con un forte potenziale di decarbonizzazione dell’economia mondiale. Rafforzando i criteri di selezione e richiedendo chiari impegni sulla transizione energetica, il CAC 40 ESG e il MIB ESG possono diventare uno strumento ancora più efficace per gli investitori che desiderano finanziare progetti sostenibili, realizzando rendimenti finanziari a lungo termine.
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