Il crowdfunding (o finanziamento partecipativo) designa lo scambio di fondi tra individui al di fuori dei circuiti finanziari istituzionali. Si tratta di una forma di finanziamento alternativo in piena espansione grazie allo sviluppo del digitale e delle nuove tecnologie che facilita l’accesso al finanziamento soprattutto ad alcuni tipi di imprese che hanno difficoltà ad accedere al credito tradizionale.

La particolarità di questo tipo di intermediazione è che il prestatore di servizi di crowdfunding, senza assumere alcun rischio, utilizza una piattaforma digitale accessibile al pubblico per realizzare o facilitare il collegamento tra potenziali investitori o finanziatori e imprenditori alla ricerca di finanziamenti.

Il finanziamento può assumere la forma di prestiti o l’acquisizione di titoli o altri strumenti ammessi a fini di crowdfunding. La fornitura di servizi di crowdfunding coinvolge generalmente tre tipi di attori:

  1. Il titolare del progetto, che propone il progetto da finanziare. Può essere un’impresa, un privato, un’associazione o una collettività.
  2. Gli investitori, che finanziano il progetto. Si tratta generalmente di investimenti di piccolo importo.
  3. Il soggetto che funge da intermediario, ossia un fornitore di servizi di crowdfunding che mette in relazione i promotori e gli investitori attraverso una piattaforma online.

Il crowdfunding facilita il finanziamento di un progetto raccogliendo capitale da un gran numero di persone ciascuna delle quali contribuisce per importi relativamente modesti di investimento attraverso una piattaforma online che fornisce informazione sui singoli progetti e gestisce i flussi di denaro.

Esistono oggi su internet moltissime piattaforme di crowdfunding. Alcune sono generaliste e si interessano a tutti i tipi di progetti. Altre, invece, sono specializzate in un settore specifico e di conseguenza selezionano progetti che mirano a realizzare delle azioni concrete in favore della cultura, della protezione dell’ambiente, dell’innovazione tecnologica e digitale, dell’alimentazione, delle energie rinnovabili o di progetti che possono avere un impatto sociale significativo.

Durante il periodo della crisi economica legata alla pandemia di Covid-19, il crowdfunding ha dimostrato di essere un modello alternativo di finanziamento efficace soprattutto per le start-up e le piccole e medie imprese innovative (PMI) che sono più esposte alle tensioni economiche e necessitano di risorse per finanziare la loro attività.

Senza dubbio, la crisi sanitaria ha agito da acceleratore di trasformazione e ha rafforzato la volontà di alcuni investitori di contribuire al rilancio delle attività economiche partecipando, attraverso investimenti mirati, alla costruzione del mondo di domani.

Le preoccupazioni sociali, sanitarie e ambientali sono diventate sempre più prioritarie. Gli investitori più responsabili scelgono così di rivolgersi alle piatteforme di crowdfunding che permettono di attuare un approccio strategico di diversificazione degli investimenti e di partecipare al finanziamento di progetti concreti ancorati alle realtà locali.

Modelli di crowdfunding

Ispirato al principio della filantropia o del mecenatismo («sponsoring»), il crowdfunding attira in particolare le giovani imprese innovative (start-up o PMI) che non dispongono dei fondi necessari per l’attuazione del loro progetto imprenditoriali e che:

  • Non possono o non vogliono ricorrere al sistema bancario, dato che il loro progetto è considerato irrealizzabile
  • Cercano una soluzione complementare ad altre per completare il loro piano di finanziamento
  • Desiderano testare il loro progetto sul mercato, creando una comunità di potenziali clienti o utenti.

Semplice da usare e accessibile a tutti, il crowdfunding si basa su tre principi fondamentali:

  • Accessibilità: a partire da pochi euro o centinaia di euro, l’investitore può scegliere il progetto o i progetti che desidera finanziare.
  • Trasparenza: l’investitore deve disporre delle informazioni necessarie per impegnarsi e partecipare alla raccolta, comprese le condizioni finanziarie proposte dalla piattaforma online
  • Tracciabilità: ogni investitore può seguire l’evoluzione dei progetti finanziati e apportare, se del caso, il proprio contributo. Questo è il lato partecipativo di questa modalità di finanziamento.

Le piattaforme di crowdfunding specializzate nella raccolta fondi propongono i generalmente i seguenti quattro tipi di crowdfunding:

  1. Donazione crowdfunding

Il crowdfunding con donazione è un modo di finanziamento utilizzato soprattutto dalle associazioni senza scopo di lucro per finanziare progetti sociali. Questo tipo di finanziamento è ispirato alla raccolta fondi e non implica alcuna ricompensa per il donatore.

  1. Reward crowdfunding

Questa è probabilmente la forma di crowdfunding più diffusa. Inizialmente utilizzata per finanziare progetti culturali e artistici (film, CD musicali, libri, fumetti, ecc.), questo tipo di finanziamento è oggi utilizzato in particolare dalle start-up innovative per finanziare la loro attività imprenditoriale, ma anche e soprattutto per testare il loro prodotto sul mercato. Gli investitori che partecipano alla raccolta fondi ricevono delle ricompense (gamification) in base alle somme impegnate: ringraziamenti, autografi, biglietti, gadget o campioni gratuiti oppure qualsiasi altro riconoscimento simbolico (ringraziamento pubblico degli utenti, per esempio).

  1. Lending crowdfunding (investimento in prestito remunerato o non remunerato)

Questa modalità di crowdfunding è anche chiamata prestito sociale o prestito P2P (Peer-to-Peer). Si tratta di una forma di crowdfunding in cui un investitore si impegna, per contratto, a prestare una somma di denaro per portare avanti il progetto di investimento. Il contratto stipulato tramite una piattaforma online deve consentire all’investitore di recuperare il capitale investito con interessi.

Tuttavia, il lending crowdfunding espone l’investitore al rischio di perdita totale o parziale del capitale investito che si manifesta in caso di fallimento del progetto o di mancanza di garanzia del prestito.

  1. Equity crowdfunding (investimento in capitale)

L’equity crowdfunding, investimento in capitale, è forse la forma di crowdfunding più utilizzata, soprattutto nel mondo delle start-up. La raccolta fondi può essere effettuata sotto forma di sottoscrizione di azioni ordinarie o obbligazioni a tasso fisso nell’ambito di un aumento di capitale presso il titolare del progetto.

L’investitore diventa azionista di minoranza, generalmente senza diritto di voto all’assemblea generale degli azionisti, ma con il diritto di partecipare alla distribuzione degli utili.

Se l’obiettivo della campagna di raccolta fondi viene raggiunto e la start-up si trasforma in una vera e propria impresa quotata che produce profitti, l’investitore avrà diritto a ricevere parte di questi profitti sotto forma di dividendi, come gli azionisti delle società quotate.

Tuttavia, questo modo di finanziamento comporta un rischio di diluizione del capitale e di paralisi gestionale: un numero eccessivo di azionisti può mettere a repentaglio la gestione del progetto o la governance della società in caso di divergenza di opinioni. Inoltre, l’investitore è esposto al rischio di illiquidità poiché la rivendita dei titoli è incerta e non può essere garantita.

Campagna di raccolta fondi in crowdfunding

La raccolta fondi, detta anche fundraising, è un processo complesso, che deve essere pianificato con metodo e competenza. Occorre saper leggere e interpretare i dati finanziari, conoscere i processi, le fasi e il timing della raccolta fondi, nonché le modalità per sollecitare e coinvolgere la comunità di investitori attraverso la fissazione di obiettivi di investimento di corto e lungo termine.

Generalmente, una buona campagna di raccolta fondi si articola nelle seguenti cinque fasi:

  1. Selezione del titolare del progetto da parte della piattaforma.

Le piattaforme di crowdfunding si riservano il diritto di selezionare i titolari del progetto da presentare agli investitori secondo i propri criteri di ammissibilità (settori ammessi, modello di raccolta ben determinato…). Il reddito delle piattaforme dipende dal successo e dalla popolarità del progetto pubblicato.

  1. Redazione e pubblicazione della pagina del progetto

Il titolare del progetto deve redigere e pubblicare il progetto d’investimento sulla piattaforma di crowdfunding specificando le seguenti informazioni:

  • L’origine, le fasi e gli obiettivi del progetto, e la sua biografia o il business plan dell’impresa
  • Il valore totale del progetto, la durata e le condizioni della raccolta secondo il metodo di raccolta fondi prescelto
  • Le eventuali contropartite offerte, il calendario di rimborso o il rendimento atteso dell’investimento.

Il titolare del progetto deve costruire una strategia di comunicazione efficace in modo da distinguersi dalla concorrenza. Per catturare l’attenzione della comunità di investitori, il titolare del progetto può per esempio utilizzare il visual storytelling che è una tecnica di narrazione basata su un linguaggio persuasivo e accattivante.

  1. Raccolta fondi

Gli investitori sono liberi di investire l’importo desiderato in conformità con la normativa vigente. Per ogni contributo viene stipulato un contratto a distanza e nei casi di prestiti o titoli finanziari, è necessario compilare un questionario di conoscenza dei rischi ai quali ciascun investitore può essere esposto che deve essere sottoscritto prima della finalizzazione della raccolta fondi.

  1. Realizzazione del progetto

In caso di raggiungimento o di superamento dell’importo della raccolta, il titolare del progetto può beneficiare dei fondi raccolti per realizzare il suo progetto. La piattaforma di crowdfunding riscuote una commissione sui fondi effettivamente raccolti a titolo di rimborso delle spese di transazione e di gestione legate all’operazione.

Se invece l’obiettivo non viene raggiunto e la campagna fondi non va a buon fine, l’operazione è annullata: i contributori vengono rimborsati (con una possibile trattenuta per spese bancarie) e la piattaforma di crowdfunding non percepisce alcuna remunerazione.

  1. Rimborso dei prestiti e rivendita di titoli finanziari

Le condizioni di rimborso e/o di ritiro del capitale sono indicate nel contratto precedentemente firmato dalle parti.

Conclusione

Il crowdfunding offre alle startup e alle PMI innovative una strada accessibile e democratica per ottenere almeno una parte dei finanziamenti di cui hanno bisogno, senza imporre condizioni e requisiti impossibili da rispettare per un’impresa neonata. Le condizioni di un aumento di capitale e di una cessione di quote (equity crowdfunding), così come quelle di vendita di un prodotto (reward crowdfunding) o il tasso di interesse per un prestito (lending crowdfunding) vengono stabilite dall’impresa stessa, che diventa soggetto anziché oggetto del finanziamento.

Ma offre anche agli investitori la possibilità di diversificare il loro portafoglio con rischi piuttosto limitati e di sostenere in modo concreto la crescita di nuove idee innovative che potrebbero generare un impatto positivo sull’economia reale e sociale.

gp@giovannellapolidoro.com