Nel 2015, la Commissione europea e i suoi Stati membri hanno firmato l’Accordo di Parigi e si sono impegnati a realizzare il programma delle Nazioni Unite con i suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) entro il 2030.
Per raggiungere questo obiettivo, la Commissione europea ha deciso di indirizzare le azioni concrete previste dall’Accordo di Parigi alla realizzazione di progressi tangibili nei settori degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs). Ha quindi incaricato l’High Expert Level Group (HELG) di elaborare una strategia globale dell’UE in materia di finanziamento sostenibile nel quadro dell’Unione dei mercati dei capitali.
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Rapporto del HELG del 2018
A gennaio 2018, le HELG ha pubblicato il rapporto intitolato: «Final Report 2018 by the High-Level Expert Group on Sustainable Finance» che contiene le seguenti otto raccomandazioni:
- Stabilire una tassonomia comune a livello dell’UE per le attività sostenibili dal punto di vista ambientale
- Chiarire gli obblighi degli investitori affinché privilegino una strategia d’investimento a lungo termine includendo i fattori ESG nelle loro decisioni d’investimento
- Aumentare gli obblighi di informativa non finanziaria per gli investitori, a cominciare dai rischi e dalle opportunità legati alla sostenibilità
- Consentire agli investitori al dettaglio di prendere in considerazione i criteri ESG
- Progettare e implementare standard europei e marchi di sostenibilità per alcuni prodotti SRI, a partire dalle obbligazioni verdi
- Creare «Sustainable Infrastructure Europe – SIE» per stimolare gli investimenti nelle infrastrutture necessarie per un’economia più sostenibile
- Sviluppare e integrare una cultura della sostenibilità all’interno delle imprese finanziarie e nei loro consigli d’amministrazione
- Includere i criteri ESG nei mandati delle autorità europee di vigilanza (ESA) competenti in campo finanziario.
Le principali conclusioni del rapporto dell’HELG si concentrano sul ruolo importante che la finanza è chiamata a svolgere per accompagnare gli Stati, gli investitori, le imprese finanziarie e non finanziarie nella realizzazione di progetti d’investimento più sostenibili. Due sono gli obiettivi:
- Costruire un sistema finanziario sostenibile: la finanza sostenibile deve aiutare gli investitori a prendere in considerazione il lungo termine nelle loro decisioni di investimento.
- Accelerare il passaggio verso una finanza sostenibile: la mobilitazione dei finanziamenti deve necessariamente prevedere l’attuazione di nuove strategie per consentire alle banche, agli investitori, alle compagnie assicurative e ad altre istituzioni finanziarie di sviluppare prodotti che integrino i criteri ambientali, sociali e di governance (ESG).
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Il Piano d’Azione sulla finanza sostenibile e il Green Deal per l’Europa
Le raccomandazioni e le conclusioni formulate dagli esperti dell’HELG sono alla base del Piano d’Azione della Commissione europea sul finanziamento della crescita sostenibile – adottato dalla stessa Commissione nel marzo 2018 – che mira a mobilitare i flussi finanziari per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite e ad allineare l’economia europea sugli obiettivi dell’Accordo di Parigi del 2015.
La forte ambizione politica della Commissione europea e del suo Piano di Azione sulla finanza sostenibile può essere così riassunta:
- Riorientare i flussi di capitali verso investimenti sostenibili per conseguire una crescita sostenibile e inclusiva
- Gestire i rischi finanziari derivanti dal cambiamento climatico, dall’esaurimento delle risorse, dal degrado ambientale e dalle problematiche sociali
- Promuovere la trasparenza e una visione a lungo termine nelle attività economiche e finanziarie.
Per tradurre gli obiettivi e le priorità dell’UE in azioni concrete, il Piano d’Azione definisce una roadmap che prevede la realizzazione delle seguenti dieci azioni:
- Tassonomia UE: Stabilire un sistema europeo di classificazione delle attività e degli investimenti in funzione della loro sostenibilità
- Standard e marchi: creare standard e marchi a livello UE per prodotti finanziari sostenibili
- Sostegno agli investimenti sostenibili: utilizzare i finanziamenti dell’UE per sostenere gli investimenti privati sostenibili
- Consulenza in materia di investimenti: introdurre requisiti per gli organismi che vendono prodotti finanziari, affinché siano tenuti a fornire agli investitori una consulenza sulla sostenibilità degli investimenti
- Indicatori di sostenibilità: definire indici di riferimento per la sostenibilità che consentano agli investitori di valutare le prestazioni dei prodotti finanziari sostenibili
- Rating del credito: Integrare la sostenibilità nei rating e nelle ricerche di mercato
- Doveri degli investitori: incoraggiare gli investitori a considerare la sostenibilità nelle loro decisioni di investimento
- Requisiti prudenziali: Esplorare il modo migliore per integrare la sostenibilità nei requisiti prudenziali
- Pubblicazione di informazioni: migliorare la trasparenza delle imprese in materia di sostenibilità
- Corporate governance: rafforzare la governance sostenibile delle imprese in modo da incoraggiare gli attori finanziari ad adottare una prospettiva di lungo termine.
Il Piano d’Azione per una finanza sostenibile – che è parte integrante del piano dell’Unione dei mercati dei capitali – è stato successivamente completato da politiche di decarbonizzazione, ed in particolare dal Green Deal (Patto verde per l’Europa), presentato dalla Commissione europea nel dicembre 2019 e approvato dal Parlamento europeo nel gennaio 2020.
Il Green Deal per l’Europa ha una portata inedita. Il suo obiettivo principale è trasformare l’UE in un’economia moderna, efficiente nell’uso delle risorse e competitiva che garantisca:
- La fine delle emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050, la riduzione del 55% nel 2030 rispetto al 1990 (il «Fit for 55»), e il divieto di vendita di veicoli termici nuovi dal 2035
- Una crescita economica dissociata dall’uso delle risorse
- La protezione del patrimonio naturale dell’UE e la tutela della salute e del benessere dei cittadini europei dai rischi e dagli impatti ambientali.
Queste sfide richiedono naturalmente delle soluzioni coordinate e una cooperazione internazionale per aiutare i paesi in via di sviluppo a finanziare il passaggio verso un’economia sostenibile, resiliente al cambiamento climatico e a basse emissioni di carbonio. Ma richiedono anche degli investimenti sostenibili importanti e di lungo termine per sviluppare l’innovazione verde, e fare dell’Europa il primo continente a neutralità carbone entro il 2050.
La Commissione europea si è subito attivata e, tra maggio e agosto 2020, ha lanciato una consultazione pubblica per rivedere il Piano d’Azione del 2018 e definire le nuove tappe della sua strategia di crescita sostenibile, che si iscrivono appunto nel solco del Patto verde europeo.
A febbraio 2021, la Commissione europea ha adottato la sua nuova strategia di crescita sostenibile basata su tre pilastri: 1) realizzare la visione di un’Unione europea resiliente entro il 2050, 2) rendere l’adattamento al cambiamento climatico più intelligente, sistemico e rapido, e 3) intensificare l’azione internazionale.
La Commissione ha, inoltre, messo a punto un piano di investimenti supplementari per 260 milioni di euro all’anno fino al 2030. Complessivamente, il piano di investimenti europeo per finanziare la transizione sostenibile dovrebbe mobilitare più di 1.000 miliardi di euro nel decennio 2020-2030 attraverso l’utilizzo di fondi provenienti sia dal settore privato che da quello pubblico.
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