L’approccio basato sull’interoperabilità degli standard di sostenibilità mira ad armonizzare le norme e i principi adottati dai vari organismi internazionali di normalizzazione in modo che le imprese soggette a determinati quadri normativi possano anche rispettare le norme elaborate da altri organismi, senza il rischio di duplicazione dei reporting di sostenibilità o di comunicazione di informazioni ridondanti o contraddittorie.

Le norme ESRS (European Sustainability Reporting Standards) sono standard di sostenibilità a vocazione internazionale che derivano dalla direttiva CSDR (Corporate Sustainability Reporting Directive). Ad oggi, detti standards rappresentano il quadro normativo più avanzato e dettagliato per la presentazione di informazioni non finanziarie, imponendo alle imprese interessate l’obbligo di fornire, in una sezione specifica del report di sostenibilità, informazioni su questioni relative agli impatti ambientali, sociali e di governance (ESG).

Elaborate dall’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) in applicazione degli articoli 19 e 29 ter (Norme di informativa sulla sostenibilità) della direttiva 2013/34/UE, modificata nel giugno 2023, le norme ESRS sono intese a inquadrare, armonizzare e standardizzare le modalità di elaborazione dei reporting di  sostenibilità nell’Unione europea (UE) in modo che i dati pubblicati dalle imprese interessate siano comparabili e riflettano fedelmente rischi e opportunità legati alla sostenibilità.

Ciò mira, da un lato, a portare il livello di trasparenza della comunicazione non finanziaria al livello della comunicazione finanziaria e, dall’altro, consente alle parti interessate, che si tratti degli investitori, dei regolatori o del pubblico in generale, di ottenere informazioni chiare e complete.

Le norme ESRS si compongono di due standard trasversali (ESRS 1 e ESRS 2) che definiscono i principi generali applicabili a tutte le imprese, e da dieci standard tematici «cosiddetti norme ESG» (ambientali, sociali e di governance) che precisano le informazioni specifiche da fornire sugli impatti, i rischi e le opportunità materiali legati a ciascuna tematica di sostenibilità.

In questo contesto, l’EFRAG ha intrapreso una serie di iniziative volte a rafforzare la collaborazione e la cooperazione con gli altri organismi di normalizzazione – in primo luogo il GSSB (Global Sustainability Standards Board), il GRI (Global Reporting Initiative), l’ISSB (International Sustainability Standards Board) e IFRS (International Financial Reporting Standards) Foundation – per aumentare la coerenza e l’interoperabilità dei diversi standard di sostenibilità.

Iniziative per rafforzare l’interoperabilità degli standard internazionali di sostenibilità

L’interoperabilità è essenziale per stabilire un reporting efficace sulla sostenibilità. Negli ultimi anni, i principali organismi di normalizzazione hanno moltiplicato le iniziative per facilitare l’attuazione di reporting di sostenibilità coerenti a livello locale, europeo e mondiale.

In effetti, l’interoperabilità è particolarmente vantaggiosa per le imprese multinazionali soggette a diverse giurisdizioni, ma può essere anche vantaggiosa per le PMI che fanno parte di un gruppo d’imprese o che hanno scelto, su base volontaria, di conformarsi agli standard di sostenibilità.

Tra le recenti iniziative volte a rafforzare l’interoperabilità tra gli standard internazionali di sostenibilità si possono citare i seguenti accordi di collaborazione:

  • EFRAG et Carbon Disclosure Project (CDP Worldwide): l’8 novembre 2023, l’EFRAG e il CDP hanno annunciato l’elaborazione di misure a carattere pedagogico volte ad accelerare l’adozione da parte del mercato delle norme europee per l’informazione sullo sviluppo sostenibile (ESRS), adottate dalla Commissione europea il 31 luglio 2023. In base all’accordo, il CDP studierà e attuerà l’allineamento del suo sistema informativo con l’ESRS, l’EFRAG, dal canto suo, si impegna a fornire competenze tecniche, accesso alle informazioni e direttive. Questa collaborazione mira a sostenere la preparazione degli operatori del mercato e a sviluppare un’informazione di qualità, nell’ambito dei criteri ESG, in modo da accelerare l’attuazione delle norme europee di trasparenza in materia di sviluppo sostenibile.
  • GRI et IFRS Fondation: il 9 novembre 2023, il GRI e la IFRS Foundation hanno annunciato il lancio del Sustainability Innovation Lab (SIL). Con sede a Singapore, il SIL riunisce partner globali e il suo obiettivo è quello di aiutare gli operatori del mercato e le parti interessate a migliorare la qualità dei reporting di sostenibilità, incoraggiando lo sviluppo professionale, la formazione, la riflessione innovativa e la coordinazione di programmi di lavoro finalizzati a sviluppare concetti, best practice e soluzioni basate sui dati. Inoltre, il SIL si propone anche di rafforzare i sistemi di comunicazione e di monitoraggio delle catene di approvvigionamento, incoraggiando queste ultime a fornire le informazioni necessarie.
  • GRI et EFRAG: Il 30 novembre 2023, il GRI e l’EFRAG hanno confermato il loro impegno a continuare a lavorare insieme e hanno lanciato la prima versione del GRI-ESRS Interoperability Index, che mira ad aiutare le imprese interessate a comprendere i punti in comune tra i due standards di rendicontazione di sostenibilità. Questo testo è stato poi completato dal ESRS-GRI Standards Datapoint Mapping che permette di identificare per ognuna delle norme ESRS il corrispondente standard GRI, secondo il parere tecnico del GRI.
  • GRI et IFRS Foundation: il 18 gennaio 2024, il GRI e l’IFRS Foundation hanno pubblicato congiuntamente un documento di analisi e confronto dal titolo: «Interoperability considerations for GHG emissions when applying GRI Standards and ISSB Standards», che offre una guida completa all’imprese che intendono misurare e divulgare le proprie emissioni di gas a effetto sera (GHG). Così, facendo leva sul Protocollo GHG, questo documento illustra gli aspetti interoperativi tra lo standard GRI 305 Emission e lo standard IFRS S2 Climate-related disclosure che l’entità interessata deve prendere in considerazione nella valutazione e presentazione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG) dei campi di applicazione Ambito 1 (emissioni dirette), Ambito 2 (emissioni indirette derivanti dall’acquisto di elettricità, calore o vapore) e Ambito 3 (tutte le altre emissioni indirette nella catena del valore di un’impresa).
  • EFRAG et ISSB: Il 2 maggio 2024, l’EFRAG e l’ISSB hanno pubblicato un documento di orientamento per illustrare l’interoperabilità tra gli standard dell’ISSB e quelli europei ESRS. Il documento è un supporto didattico che spiega come le imprese interessate possono rispettare efficacemente gli standard ESRS e ISSB e applicarli congiuntamente, senza rischiare di duplicare i report di sostenibilità

Conclusione

L’interoperabilità tra gli standard europei (ESRS) e internazionali in materia di sostenibilità presenta – come abbiamo appena visto – il vantaggio di sviluppare una comprensione reciproca degli standard e di garantire la comparabilità dei dati in modo da evitare duplicazioni dei report di sostenibilità.

Le imprese che adottano questo approccio possono ottenere dei vantaggi significativi in termini di ottimizzazione delle risorse umane, efficienza nel processo di raccolta dei dati sulla sostenibilità, riduzione dei costi di conformità, comprensione delle pratiche ESG, di accesso alle informazioni e di monitoraggio dell’evoluzione del panorama normativo europeo e internazionale.

Infatti, le imprese che sfruttano l’interoperabilità tendono ad adattarsi meglio ai cambiamenti delle best practice, in quanto essendo in prima linea, contribuiscono a promuovere il miglioramento continuo attraverso soprattutto l’analisi di doppia materialità che consente di misurare gli impatti, positivi o negativi, delle proprie attività sull’ambiente e sulla società civile (approccio inside-out), e di comunicare informazioni su come le questioni di sostenibilità (ESG) influenzano i loro risultati e i modelli di business (approccio outside-in).

Ciò non può che rafforzare l’immagine e la reputazione di ciascuna impresa e migliorare le sue relazioni con le parti interessate. È del tutto evidente che le imprese che – nella stesura del rapporto di sostenibilità – si conformano ai diversi standard internazionali sono considerate più credibili e sono valutate favorevolmente dagli investitori e dai mercati.

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