A seguito dell’ultimo Consiglio Ecofin tenutosi a Bruxelles il 22 gennaio 2025, il ministro delegato per gli Affari europei, Benjamin Haddad, ha annunciato sul social network X la volontà della Francia di semplificare, o persino sospendere, le disposizioni previste dalle direttive CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) e CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive), considerate eccessivamente complesse.
La richiesta francese si inserisce nel contesto dei dibattiti in corso sul progetto di direttiva “Omnibus”, proposto dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel novembre 2024. Questo progetto mira a consolidare e semplificare le direttive CSRD e CSDDD, oltre al regolamento dell’UE sulla tassonomia verde.
Si tratta di tre testi fondamentali del Green Deal europeo del 2018 – promossi, tra l’altro, dalla stessa Ursula von der Leyen durante il precedente mandato e votati dalla Francia – il cui obiettivo è rafforzare le pratiche ESG (ambientali, sociali e di governance) delle imprese e migliorare l’affidabilità e la comparabilità dei dati ESG all’interno dell’Unione Europea.
Ufficialmente, il progetto di direttiva Omnibus ha l’ambizione di garantire una maggiore coerenza tra queste iniziative legislative, riducendo al contempo gli oneri amministrativi per le imprese. Esso fa seguito al rapporto sulla competitività di Mario Draghi, consegnato alla Commissione europea il 9 settembre 2024, che propone una serie di misure per rilanciare la crescita e aumentare la competitività delle imprese europee. Il rapporto Draghi raccomanda, in particolare, di “semplificare” le normative europee in materia di sostenibilità.
La posizione del governo francese ha suscitato vive reazioni da parte di associazioni, ONG e professionisti della trasformazione sostenibile. Questi ultimi temono, in particolare, un indebolimento del quadro normativo in matiera ambientale stabilito con il Green Deal europeo, che rischia di penalizzare le imprese pioniere che hanno investito risorse significative per adeguare le loro strategie, vanificando i loro sforzi proattivi e favorendo, paradossalmente, le imprese in ritardo, che potrebbero subire meno perturbazioni.
Quali sono gli obblighi previsti dalle direttive CSRD e CSDDD?
Il campo di applicazione del progetto di direttiva Omnibus comprende quindi le direttive CSRD e CSDDD, di cui la Francia chiede una revisione o addirittura una sospensione. A tal proposito, ricordiamo che entrambe le direttive impongono un quadro normativo molto rigoroso nella loro attuazione.
La direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), adottata il 12 dicembre 2022, mira a rafforzare la qualità e la comparabilità dei rapporti di sostenibilità. Prevede che le grandi imprese e le PMI, ad eccezione delle microimprese, pubblichino – in una sezione specifica del rapporto di gestione – informazioni sulla sostenibilità per consentire ai mercati, agli investitori e alle parti interessate di comprendere meglio:
- Quali sono i rischi e gli impatti che l’attività aziendale può avere sul cambiamento climatico, il rispetto dei diritti umani e la lotta alla corruzione;
- Come le questioni di sostenibilità (ambientali, sociali e di governance – ESG) influenzano lo sviluppo, le prestazioni, la gestione e i risultati dell’impresa.
La direttiva CSRD è stata recepita nel diritto francese nel dicembre 2023 (con l’ordinanza n. 2023-1142 del 6 dicembre 2023), e la pubblicazione dei primi rapporti di sostenibilità è attesa per il 2025.
La direttiva CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive), adottata il 14 giugno 2024, rappresenta una svolta importante nella regolamentazione europea, poiché stabilisce un quadro giuridico armonizzato per promuovere un comportamento aziendale sostenibile e responsabile. A tal fine, la direttiva CSDDD impone alle imprese interessate di adottare un piano di vigilanza per garantire l’individuazione e la prevenzione delle violazioni ambientali, climatiche e dei diritti umani lungo l’intera catena di approvvigionamento.
Va notato che la direttiva CSDDD non è ancora stata recepita nel diritto francese.
Perché questa messa in discussione delle direttive CSRD e CSDDD?
Le ragioni di questa rimessa in discussione sono ovviamente di natura politica ed economica. L’Unione Europea deve definire una nuova strategia europea di fronte alla politica commerciale aggressiva della Cina e alle minacce di Donald Trump, il nuovo presidente degli Stati Uniti, che intende imporre un dazio “universale” del 10-20% su tutte le importazioni negli Stati Uniti. Ciò ha allarmato gli esportatori, le grandi imprese e le PMI di medie dimensioni europee.
In questo contesto geopolitico estremamente complesso, l’Europa si trova in una posizione delicata, rischiando di essere marginalizzata e travolta dalla rivalità economica tra Cina e Stati Uniti. Questo sentimento negativo è ulteriormente alimentato dalla convinzione che l’Europa non possa rimanere aggrappata alla sua strategia di transizione verde a tutto campo, che impone regole di sostenibilità percepite come un freno alla competitività e alla sovranità europea. L’Europa deve agire rapidamente!
La Commissione europea, sotto pressione, assicura che il progetto di direttiva Omnibus ha il solo scopo di semplificare il quadro legislativo senza compromettere i valori fondamentali di sostenibilità ed equità sociale sanciti dal Green Deal, che sono essenziali affinché l’Europa rimanga un motore di innovazione e opportunità sulla scena globale.
Nel contesto del dibattito sulla revisione delle due direttive, il 17 gennaio 2025, undici grandi imprese, tra cui Ferrero, Nestlé, Unilever, Mars e L’Occitane, hanno inviato una lettera alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per difendere la direttiva europea sul dovere di vigilanza (CSDDD). Le imprese, sostenute da organizzazioni come Fairtrade e Solidaridad, hanno avvertito che una modifica o un rinvio della direttiva metterebbe a rischio gli sforzi attuali per trasformare settori chiave come quello del cacao, dove persistono problematiche legate al lavoro minorile e alla deforestazione.
Non resta che attendere l’evolversi di questi dibattiti, che riprenderanno a Bruxelles a partire dal 26 febbraio 2025, per sapere se le direttive CSRD e CSDDD saranno riviste o attuate come previsto.
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