L’ex Presidente della BCE Mario Draghi ha presentato il 9 settembre 2024, in una conferenza stampa congiunta con la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il suo rapporto sul futuro della competitività europea. Il rapporto è stato presentato al Parlamento europeo il 17 settembre 2024.
Il rapporto di Draghi parte dalla premessa che, pur avendo basi adeguate ad essere un’economia altamente competitiva, la crescita dell’UE, negli ultimi decenni, si è rallentata a causa di una minore produttività.
Secondo i dati della Banca mondiale, il PIL aggregato delle economie europee è oggi in ritardo del 30% rispetto all’economia statunitense, contro il 15% nel 2002, mentre il PIL cinese, a causa della crisi pandemica, è cresciuto rapidamente e si avvicina a quello statunitense.
Il rapporto attribuisce la maggior parte di questo distacco a tre condizioni esterne che hanno sostenuto la crescita europea dopo la fine della guerra fredda e che oggi sono svanite:
- Mondializzazione dei mercati: le imprese europee si trovano a dover affrontare una concorrenza sempre più aggressiva che limita le possibilità di imporsi su nuovi mercati
- Scarsa innovazione: il crescente divario di produttività con gli Stati Uniti è il risultato dell’incapacità dell’Europa ad innovare. La mancanza di campioni europei in settori strategici come quello tecnologico crea un circolo vizioso di scarsi investimenti e di scarsa innovazione.
- Prezzo dell’energia: in assenza di risorse naturali, le imprese europee devono far fronte a prezzi dell’elettricità 2-3 volte superiori a quelli degli Stati Uniti. Inoltre, l’energia a basso costo importata dalla Russia attraverso i gasdotti non è più disponibile a causa dell’invasione russa in Ucraina.
L’insieme di tutti questi fattori ha dunque contribuito alla perdita di competitività delle imprese europee sui mercati. Di fronte a un contesto geopolitico così instabile e complesso, l’Unione europea non ha scelta, deve reagire per invertire al più presto la tendenza attuale. Senza visione l’Unione è purtroppo a une lenta agonia.
Punti chiave del rapporto Draghi
Draghi ricorda che l’Europa ha tutto per avere successo e per imporsi come una potenza competitiva al pari della Cina e degli Stati Uniti. Per affrontare questa sfida e migliorare la competitività, Draghi propone una serie di misure ambiziose per rilanciare la crescita e aumentare la competitività delle imprese europee.
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Stabilire una nuova strategia industriale
Per accelerare l’innovazione e aumentare la competitività delle imprese, il rapporto Draghi propone che l’UE stabilisca una nuova strategia industriale incentrata, in via prioritaria, sulla riduzione del divario innovativo, sulla decarbonizzazione – che offre all’Europa la possibilità di ridurre i prezzi dell’energia, di garantire le catene di approvvigionamento e di essere all’avanguardia in materia di tecnologie pulite – e sulla riduzione delle dipendenze da minerali critici, indispensabili alla transizione energetica, in modo da limitare le sue vulnerabilità strategiche.
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Rafforzare la sicurezza e ridurre le dipendenze
L’Europa non può più contare sullo scudo difensivo degli Stati Uniti per assicurare la sua difesa. In un periodo di grandi tensioni internazionali – legate alla guerra in Ucraina, al conflitto tra Israele e Hamas e ai conflitti in Medio Oriente – la questione della difesa è una condizione preliminare per la crescita sostenibile dell’Unione europea. Il rapporto Draghi rileva che l’industria europea della difesa soffre non solo per la riduzione delle spese, ma anche per la mancanza di interesse e di una strategia comune in un settore tecnologico così nevralgico. Le azioni politiche dei prossimi anni devono mirare a rafforzare la cooperazione tra i paesi membri e ridurre la frammentazione delle spese militari.
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Finanziare gli investimenti
Per realizzare questo programma politico così ambizioso e necessario alla sopravvivenza dell’Unione europea, il rapporto Draghi raccomanda massicci investimenti fino a 700-800 miliardi di euro all’anno, per stimolare l’innovazione, sostenere la transizione ecologica, e rafforzare la competitività industriale dell’Unione europea.
Per quanto riguarda le risorse per finanziare tali investimenti, Draghi propone di mobilitare i capitali pubblici e privati, di completare l’unione dei mercati dei capitali, riformare la politica di bilancio europea e prevedere l’emissione regolare di strumenti finanziari comuni per realizzare progetti di investimento congiunti tra gli Stati membri.
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Rafforzare la governance
Per guidare e attuare la propria strategia industriale, l’Unione europea deve cambiare il proprio modello di governance. Draghi chiede alla Commissione di istituire una vicepresidenza dedicata alla competitività e agli Stati membri di superare i loro egoismi in modo da rafforzare i legami di cooperazione e coordinamento.
gp@giovannellapolidoro.com
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La Partie I du rapport Draghi est disponible ici
La Partie II du rapport Draghi est disponible ici
